NASCITA DEL PROGETTO

Tutto ha origine dal decreto governativo, in accordo con le direttive europee, che prescrisse nel 1989 la riduzione delle emissioni di SO2 del 68% (rispetto al 1980) entro il 2003 e, in particolare, il limite di 1.700 mg/Nm3 per le raffinerie e i nuovi impianti.

La conseguenza di tale decreto sarebbe stata la progressiva riduzione della richiesta del mercato di olio combustibile ad alto tenore di zolfo. L’Enel, in particolare, avrebbe ridotto entro il 2000 da 19 a 4 milioni di tonnellate al suo consumo.

Parallelamente sarebbe stata aumentata la richiesta di olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo.

In conseguenza alle direttive governative, nel 1991 il Gruppo api giunse alla determinazione di eliminare la produzione di olio combustibile ad alto contenuto di zolfo e nel febbraio 1992 costituì api ENERGIA SpA in joint venture con ABB Sae Sadelmi SpA.

Dal 1993 al 1995 vennero messi a punto le configurazioni tecniche e finanziarie dell’impresa. Nel novembre 1996 il progetto ebbe l’approvazione al finanziamento da parte delle banche. Nello stesso tempo aveva inizio la progettazione esecutiva e api Raffineria provvedeva a rendere disponibile l’area di circa 3,5 ettari, all’interno della raffineria di Falconara, dove si sarebbe costruito l’impianto IGCC.

L’impianto è stato meccanicamente completato nel 1999 e la sua accettazione è stata conseguita il 26 aprile 2001. L'intera produzione dell'impianto è ceduta all'ENEL (oggi GRTN) in virtù di apposita convenzione.